TEATRO ARCIMBOLDI
La stagione
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DATA E SALA TITOLO E GENERE
GIOVEDÌ 01 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
VENERDÌ 02 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
SABATO 03 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
DOMENICA 04 FEBBRAIO 2018 ORE 16:00
SABATO 10 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
DOMENICA 11 FEBBRAIO 2018 ORE 16:00
MARTEDÌ 13 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
MERCOLEDÌ 14 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
GIOVEDÌ 15 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
VENERDÌ 16 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
SABATO 17 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
DOMENICA 18 FEBBRAIO 2018 ORE 16:00
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Prosa

Una sfida e un divertimento che abbiamo deciso di abbracciare, di produrre e di promuovere. "La strana coppia" di Neil Simon (nella sua versione al femminile) porterà in scena una vera "strana coppia": Claudia Cardinale e Ottavia Fusco, i due grandi amori della vita di Squitieri: la sua storica compagna di vita e la sua ultima e attuale moglie. L'amore non separa, unisce!

GIOVEDÌ 22 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
VENERDÌ 23 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
SABATO 24 FEBBRAIO 2018 ORE 21:00
DOMENICA 25 FEBBRAIO 2018 ORE 16:00
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Prosa

Quello che non ho è un affresco teatrale che, utilizzando la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza del futuro. Ispirazione principale di questo percorso sono le canzoni di De Andrè (in particolare del concept album Le nuvole) e le visioni lucide e beffarde di Pier Paolo Pasolini, apocalittiche, visionarie profezie (contenute nel poema filmico La rabbia) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”, che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea.

GIOVEDÌ 01 MARZO 2018 ORE 21:00
VENERDÌ 02 MARZO 2018 ORE 21:00
SABATO 03 MARZO 2018 ORE 21:00
DOMENICA 04 MARZO 2018 ORE 16:00
MARTEDÌ 06 MARZO 2018 ORE 21:00
MERCOLEDÌ 07 MARZO 2018 ORE 21:00
GIOVEDÌ 08 MARZO 2018 ORE 21:00
VENERDÌ 09 MARZO 2018 ORE 21:00
SABATO 10 MARZO 2018 ORE 21:00
DOMENICA 11 MARZO 2018 ORE 16:00
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Prosa

Father and son racconta il rapporto padre/figlio radiografato senza pudori e con un linguaggio in continua oscillazione tra l’ironico e il doloroso, tra il comico e il tragico. È una riflessione sul nostro tempo inceppato e sul futuro dei nostri figli, sui concetti – entrambi consumatissimi – di libertà e di autorità, che rivela in filigrana una società spaesata e in metamorfosi, ridicola e zoppa, verbosa e inadeguata.

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