TEATRO ARCIMBOLDI
La stagione
Danza 

Sergei Polunin - Sacré



Al Teatro degli Arcimboldi Sergei Polunin debutta in prima assoluta con Fraudulent Smile, coreografia di Ross Freddie Ray con la musica di Kroke.

Seguirà poi l'esecuzione del drammatico solo Sacré, creato dallo stesso Sergei Polunin con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi.

Il solo si ispira alla parabola artistica e umana del leggendario Vaslav Fomich Nijinskij ed è danzato sulle note de La sagra della primavera di Igor Stravinskij. Polunin percorre il genio di Nijinskij nella sua ricerca "di una sensazione, non di un pensiero umano".

PROGRAMMA

Fraudulent Smile

Coreografia Ross Freddie Ray

Musica Kroke

 

Interpreti:

Sergei Polunin

Johan Kobborg

Liam Morris 

Razvan Cacoveanu 

Killian Smith 

Giorgio Garrett 

Cristian Preda 

 

Debutto: 10 dicembre 2018, Teatro degli Arcimboldi, Milano

 

«Perché una persona buona fa cose sbagliate? Spesso attribuiamo ad influenze esterne negative la causa dei nostri errori, all’educazione ricevuta invece che alla natura. In questa creazione esprimo la mia personale visione su questo tema. Osserviamo con quanta facilità si può corrompere qualcuno, e come inseguiamo cecamente il divertimento e il carisma, anche se vediamo sette persone sul palcoscenico, il tutto si svolge nella mente di uno solo. Guardiamo oltre la maschera e vediamo riflessioni e dolori intimi».

 

Intervallo

 

Sacré

Coreografia Yuka Oishi

Musica Igor Stravinskij La sagra della primavera

Interprete

Sergei Polunin

 

Debutto: 14 luglio 2018, Origen Festival Cultural, St. Moritz, Svizzera

 

Sacré ideato dallo stesso Sergei Polunin con la danzatrice e coreografa giapponese Yuka Oishi, si ispira alla parabola artistica e umana del leggendario Vaslav Fomich Nijinskij. Sulle note de La sagra della primavera di Igor Stravinskij, la danza di Polunin esplora il mondo di Nijinskij con la sua ricerca "di una sensazione, non di un pensiero umano".

 

Nelle note rilasciate dalla coreografa Yuka Oishi leggiamo «Nijinskij è stato un ballerino e un coreografo leggendario. Quando ho ascoltato La sagra della primavera di Igor Stravinskij, l’idea ha preso forma perfettamente. Ciò che voglio affrontare è l’umanità, non la follia. Volevo concentrarmi su luce e ombra, fatti ed emozioni, tutto quello che portiamo dentro di noi».



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