TEATRO ARCIMBOLDI
La stagione
 

Dorian Gray - La Bellezza Non Ha Pietà



Una produzione Pierre Cardin e Rodrigo Basilicati con Federico Marignetti, Marco Vesprini e Thibault Servière, ideato e scritto nei testi e nelle musiche da Daniele Martini, direzione artistica e scenografie Rodrigo Basilicati, allestimento Emanuele Gamba, regia originale Wayne Fowke.

 

PROGRAMMA

Ha conquistato il pubblico di Parigi, Barcellona e Astana dopo l'anteprima mondiale al Teatro La Fenice di Venezia e arriva finalmente in Italia: è lo spettacolo di teatro musicale Dorian Gray. La bellezza non ha pietà, prodotto da Pierre Cardin nel 70esimo anno della carriera.

 

Un traguardo festeggiato con una precisa modalità: affidando a giovani talenti italiani uno spettacolo che porti in scena, con il linguaggio sofisticato ed eclettico del teatro musicale, il tema della bellezza e della sua immortalità agli occhi del tempo, ispirandosi alla famosissima opera di Oscar Wilde.

 

DORIAN GRAY. La bellezza non ha pietà è un'opera di teatro musicale che seduce lo spettatore in un racconto psicologico e spirituale sui temi romanzati da Wilde, tra intensi monologhi teatrali e arie musicali che vanno dall'orchestrale al rock contemporaneo. L'opera è stata completamente ideata e scritta nei testi e nelle musiche dall'autore e compositore Daniele Martini, la direzione artistica e le scenografie dello spettacolo sono firmate dall’ingegnere e designer Rodrigo Basilicati, il nuovo allestimento sulla regia originale di Wayne Fowkes è di Emanuele Gamba.

 

L'interpretazione del leggendario personaggio romanzato da Wilde è affidata al magnetismo di Federico Marignetti, affiancato in scena dalla danza contemporanea di Marco Vesprini e Thibault Servière nel ruolo dell'anima di Dorian.

 

«Nel corso della mia carriera ho sempre avuto un occhio di riguardo per i giovani talenti – spiega Monsieur Cardin –. Ho scoperto e offerto a tantissimi artisti la possibilità di esprimersi, di sprigionare sino in fondo la loro creatività nei miei spazi culturali, senza mai condizionarli: perché il rispetto per il talento esige anzitutto che sia lasciato libero. Ai molti giovani che ancor oggi vengono a chiedermi dei consigli - continua Cardin - dico sempre che devono avere il coraggio di osare, se del caso anche di provocare: senza paure e senza mai copiare! Un vero artista non può limitarsi a sognare ma deve adoperarsi quotidianamente per tradurre i sogni in realtà, senza scendere a patti con nessuno: a differenza di quanto ha fatto Dorian Gray». «Siamo circondati da migliaia di Dorian Gray, - spiega l'autore Martini - non hanno lo specchio ma il selfie stick. Si guardano e si fotografano in attesa che si confermi la loro esistenza. Almeno una volta nella vita tutti siamo stati Dorian Gray, Lord Henry Wotton, Basil Hallword, a volte addirittura il ritratto che giudica con occhio severo e fa da specchio all'anima. Alla luce di questo ho scelto volutamente - continua Martini - di mettere in scena un solo personaggio che racchiudesse tutti questi. Federico Marignetti ha colto una sfida attoriale e musicale molto complessa». «La regia ha voluto mettere in scena una simbologia ricca e densa - spiega Gamba - che si è ispirata alle suggestioni di Wilde e a quelle del mondo della moda nel ruolo dei tessuti e dei colori. Si è voluto stimolare lo spettatore ad una condivisione sensoriale e onirica delle domande esistenziali più profonde del protagonista». «Dorian Gray per me è una sfida bella e intensa sia a livello fisico che psicologico - commenta Marignetti - un'ora e trenta sempre in scena senza sosta sono una bella opportunità di crescita e sicuramente anche un grande divertimento». «Dorian Gray è uno spettacolo tutto italiano generato da uno staff di professionisti giovani - spiega il produttore Basilicati -. Questo perché vogliamo dare visibilità alla creatività italiana esportata nel mondo e come produttori abbiamo voluto le cornici più autorevoli, onorate di celebrare questa caratteristica unica che mio zio nella sua carriera non ha mai dimenticato».



NOTE

Il MUFOCO al TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI con la mostra

Mario Cattaneo. Luna Park 1955-1963

 

Dal 5 aprile al 31 maggio 2018, gli spettatori possono visitare la mostra Mario Cattaneo. Luna Park 1955-1963 nel foyer della seconda galleria del teatro: una serie fotografica realizzata da Mario Cattaneo che racconta il tempo libero della gioventù milanese tra gli anni Cinquanta e Sessanta attraverso immagini leggere e spensierate.

 

Il Fondo Mario Cattaneo comprende circa 200 mila immagini, tra negativi, diapositive, stampe e provini, datate dal 1950 al 2004. Dal 2006 è di proprietà del Museo di Fotografia Contemporanea.

 

La mostra Luna Park rientra nel progetto annuale Non così lontano, cofinanziato da Fondazione Cariplo, così come la precedente esposizione al Teatro degli Arcimboldi La città di legno (22 febbraio-25 marzo) prodotta dall’Archivio Giovanni Sacchi/Spazio MIL.

 

5 aprile - 31 maggio 2018

Mario Cattaneo. Luna Park 1955-1963

Teatro degli Arcimboldi

Viale dell'Innovazione 20 - 20126 Milano

 

La mostra è aperta al pubblico degli spettacoli

 

Per informazioni:

www.mufoco.org

www.ipomeriggi.it

 

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