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La stagione
Danza 

Parsons Dance Tour



Torna in Italia Parsons Dance, la compagnia americana amata dal pubblico per la sua danza atletica e vitale che trasmette gioia di vivere.

NOTE

Bags Entertainment è lieta di presentare il nuovo tour italiano di Parsons Dance che torna a grande richiesta nei mesi di febbraio e marzo 2017 nelle maggiori città italiane.

Parsons Dance, nata dal genio creativo dell’eclettico coreografo David Parsons e del light designer Howell Binkley, è tra le poche compagnie che, oltre ad essersi affermate sulla scena internazionale con successo sempre rinnovato, sono riuscite a lasciare un segno nell’immaginario teatrale collettivo e a creare coreografie divenute veri e propri “cult” della danza mondiale. I loro show sono sempre richiestissimi e sono già andati in scena in più di 383 città, 22 paesi nei cinque continenti e nei più importanti teatri e festival in tutto il mondo fra i quali il The Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, la Maison de la Danse di Lione, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro dell’Opera di Sydney e il Teatro Muncipal do Rio de Janeiro. Parsons Dance incarna alla perfezione la forza dirompente di una danza carica di energia e positività, acrobatica e comunicativa al tempo stesso.

 

E’ ormai un caposaldo della danza post-moderna made in Usa, che può mixare senza paura tecniche e stili per ottenere effetti magici e teatrali, creativi e divertenti. Una danza elegante, ariosa e virtuosistica che continua comunque a essere accessibile a tutti. Sin dagli esordi, l’elevata preparazione atletica degli interpreti e la grande capacità di David Parsons di dare anima alla tecnica sono state gli elementi distintivi della compagnia. Come ha scritto il New York Times, “I ballerini vengono scelti per il loro virtuosismo, energia e sex appeal, attaccano il pubblico come un ciclone, una vera forza della natura”. Nel programma che vedremo nel tour italiano 2017 non mancherà la celebre e richiestissima “Caught” (brano del 1982 che David Parsons creò per se stesso), incredibile assolo su musiche di Robert Fripp nel quale il danzatore sembra sospeso in aria grazie ad un gioco di luci stroboscopiche.

“Caught” è una hit della modern dance definita dalla critica: “una delle più grandi coreografie degli ultimi tempi”. Non mancherà "Swing Shift" omaggio al tango, reinterpretato con l’abbinamento di danze popolari che ne richiamano le sonorità. A fianco di questi e altri classici del repertorio della Parsons Dance, la compagnia avrà l’onore di presentare in Italia, in anteprima europea, altri due brani che sicuramente sapranno affascinare e coinvolgere il pubblico italiano. Fondamentale resta il ruolo del light designer Howell Binkley (vincitore di un Tony Award per lo spettacolo di Broadway “Hamilton”) che esalta con fantasia e immaginazione le performance della compagnia, mentre tra le collaborazioni eccellenti figura Luca Missoni che ha firmato i costumi di molti pezzi. Parsons Dance incarna il senso più genuino di una danza che punta dritto all’emozione e al desiderio nascosto di ogni spettatore di ballare, saltare e gioire insieme ai ballerini. Difficile non lasciarsi trasportare dai ritmi vibranti e dalle coreografie avvolgenti e colorate dei ballerini della Parsons Dance…

 

 

PARSONSDANCE
La Parsons Dance è una compagnia di danza moderna con sede a New York riconosciuta a livello internazionale per la creazione e l’esecuzione di brani di danza americana contemporanea di straordinario talento e accessibili a tutti. Fondata nel 1985 dal suo direttore artistico David Parsons e dal lighting designer Howell Binkley (vincitore del “Tony Award”, famoso premio americano per il teatro), la Parsons Dance è nota per la sua danza energica, atletica e corale. Ha collaborato trasversalmente con artisti di spicco nelle diverse discipline fra i quali Billy Taylor, Milton Nascimento, Allen Toussaint, William Ivey Long, Donna Karan, Annie Leibovitz and Alex Katz. La compagnia è stata in tour in più di 383 città, 22 paesi, nei cinque continenti e nei più importanti teatri e festival in tutto il mondo fra i quali il The Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, la Maison de la Danse di Lione, il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Muncipal do Rio de Janeiro.

La Parsons Dance mantiene un repertorio di oltre 75 opere coreografiche di David Parsons, tra cui i lavori commissionati dall’American Ballet Theatre , dal New York City Ballet , dall’Alvin Ailey, da Batsheva , da Jacob Pillow e dal Festival di Spoleto. Il pubblico ha anche visto Parsons Dance sui canali televisi PBS, Bravo, A & E e Discovery Channel. Oltre al lavoro coreografico e alle performance, la Parsons Dance è impegnata per lo sviluppo dell’esperienza artistica del pubblico di tutte le età e di tutti i livelli. Parsons Dance offre regolarmente opportunità di sensibilizzazione tra cui discussioni post-spettacolo, masterclass, prove aperte e showcase. Parsons Dance offre programmi di studio estivi per ballerini professionisti e pre-professionisti che attirano studenti a New York da tutti gli Stati Uniti e da diversi paesi stranieri.

 

DAVID PARSONS
(Direttore Artistico / Fondatore) Nato vicino a Chicago e cresciuto a Kansas City, David Parsons ha avuto come primi insegnanti Cliff Kirwin e Paul Chambers, allievi di Hanya Holm. Nel 1978 è entrato a far parte della compagnia Paul Taylor Dance Company. Per lui Mr. Taylor ha creato molti ruoli in lavori come Arden Court, Last Look e Roses. La lezione del maestro è stata essenziale per la sua crescita creativa, ma Parsons è riuscito ben presto a conquistare un suo stile, una personale mescolanza di fisicità, umorismo e tecnologia, cui hanno contribuito anche le esperienze con Pilobolus, Momix e White Oak Dance Project fondato da Mikhail Baryshnikov. Il desiderio di creatività, di sperimentazione tra danza, musica e luci hanno spinto Parsons a fondare la propria compagnia, improntata all’idea che un lavoro di valore debba in ogni modo essere comunicabile, accessibile al pubblico. Nel 1985 ha fondato la Parsons Dance con il lighting designer Howell Binkley. David Parsons ha creato più di settanta coreografie per Parsons Dance. Ha creato coreografie su commissione per Alvin Ailey American Dance Theater, American Ballet Theatre, the American Dance Festival, Jacob’s Pillow Dance Festival, New York City Ballet, Paul Taylor Dance Company, il festival di Spoleto e il Het Muziektheater di Amsterdam, solo per citarne alcuni.

I suoi lavori sono stati messi in scena da molte compagnie fra le quali: Batsheva Dance Company of Israel, English National Ballet, Feld Ballets/NY, Hubbard Street Dance Company, Nederlands Dans Theatre e Paris Opera Ballet. Ha coreografato e diretto gli elementi di danza di Times Square 2000, i festeggiamenti del Nuovo Millennio a Time Square. Nel 2001 è stato direttore e coreografo di AEROS, uno spettacolo con protagonisti i ginnasti della Federazione Rumena di Ginnastica Artistica, Ritmica e Aerobica. AEROS è stato in tournée negli Stati Uniti dal 2001 al 2003. Nel 2004 ha debuttato con grande successo in Italia ed è tornato in scena nel 2016 con una nuova acclamatissima tournée. David Parsons ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’Italia: nel 2006 ha realizzato alcune coreografie per la cerimonia di chiusura delle Paraolimpiadi di Torino, nel 2007 è stato chiamato per coreografare momenti di spettacolo della serata di apertura della 57° edizione del Festival di Sanremo. A luglio dello stesso anno la Fondazione Arena di Verona gli ha affidato le coreografie per l’opera Aida di Giuseppe Verdi, con la regia di Gianpiero Solari.

Nel corso della stagione 2007-2008, David Parsons ha realizzato le coreografie del musical “HAIR”, di James Rado e Jerome Ragni, con la regia di Giampiero Solari e la direzione musicale di Elisa. Nel settembre del 2007 ha diretto e coreografato la produzione della Gotham Chamber Opera “María de Buenos Aires” che ha debuttato con un tutto esaurito al NYU’s Skirball Center for the Arts a New York City. Nell’edizione del 27 luglio 2007 del The New York Times, Jennifer Dunning ha definito David Parsons "uno dei grandi motori della danza moderna." Ha ricevuto importanti premi come il 2000 Dance Magazine Award, il 2001 American Choreography Award e il 2011 Dance Masters of America Award (per Aeros).

Come direttore e coreografo ha collaborato con artisti come John Corrigliano, Earth, Wind and Fire, East Village Opera Company, Morton Gould, Donna Karan, Alex Katz, William Ivy Long, Santo Loquasto, Dave Matthews, Milton Nascimento, Robert Rauschenberg, Steely Dan e Billy Taylor. David Parsons ha conseguito un MFA dalla Jacksonville University e un dottorato onorario dall’Università del Missouri-Kansas City. Ha progetti educativi d’insegnamento con il Marymount Manhattan College, Broadway Dance Center and Manhattan Movement and Arts Center. Tiene workshop, letture, eventi dimostrativi, master class anche a Juilliard, Columbia Business School e UCLA.

 

 

Estratti dalla rassegna stampa…


“Vedere uno spettacolo della Parsons Dance è come guardare qualcuno che canta sotto la doccia: sono ad un tempo intrepidi, liberi, divertenti”. New York Times

 

"La Danza moderna può essere molte cose: intensa, sorprendente, emozionale, magnifica, brutta o noiosa, tutto quello che può venire in mente. Spesso, però, non è divertente. Tranne quando il coreografo è David Parsons" . Observer Tribune

 

“Il gruppo di David Parsons continua imperturbabile a setacciare la Penisola, sommando applausi a incassi, fiero di ciò che è sempre stato: un solido apripista alla danza, confezionato con professionalità, senza pretenziose dietrologie.” Valeria Crippa – Corriere della Sera

 

“…all’insegna di una danza briosa, colorata, sorridente, dove Caught è ancora il fiore all’occhiello… viene da chiedersi in quale «riserva americana» si sia recintato David Parsons per mantenere così imperturbata la sua vena creativa.” Rossella Battisti – Unità

 

“La velocità, il ritmo costante delle entrate e delle uscite, le prese ginniche, le luci perfette e la gioia scacciapensieri dell’insieme producono sullo spettatore lo stesso effetto delle fiabe raccontate ai bambini. Più si ripetono e più le si vorrebbe ascoltare.“ Marinella Guatterini - Il Sole 24 ore

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