TEATRO ARCIMBOLDI
La stagione
Danza 

Lo Schiaccianoci - Amodio - Luzzati



LO SCHIACCIANOCI di AMODIO/LUZZATI

musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in due atti dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi

di E.T.A. HOFFMANN in occasione del bicentenario della pubblicazione

Coreografia e regia AMEDEO AMODIO
Scene e costumi EMANUELE LUZZATI
Ideazioni ombre TEATRO GIOCO VITA
Teatro d'ombre L'ASINA SULL'ISOLA
Voce narrante GABRIELLA BARTOLOMEI
Luci MARCO POLICASTRO
Assistente alla coreografia STEFANIA DI COSMO

Primi ballerini del New York City Ballet, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma

Solisti e corpo di ballo Daniele Cipriani Entertainment

PROGRAMMA

Daniele Cipriani Entertainment presenta

LO SCHIACCIANOCI di AMODIO/LUZZATI

 

 

Sono tanti gli Schiaccianoci che girano sui palcoscenici italiani e, con l'avvicinarsi del Natale, l'offerta del balletto natalizio per antonomasia cresce a dismisura.

Scegliere questo Schiaccianoci significa assistere allo Schiaccianoci italiano più bello, uno dei più interessanti della storia della danza, senz'altro uno dei più magici: con le scene e i costumi originali di Emanuele Luzzati, di per sé un’opera d’arte, Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio rappresenta anche una delle pagine più originali ed importanti della storia della coreografia italiana del ‘900.

 

Il cast prevede, in alternanza (vedi in calce), le prime ballerine Ashley Bouder (New York City Ballet), Rebecca Bianchi Teatro dell’Opera di Roma) e Anbeta Toromani, affiancate dai primi ballerini Andrew Veyette (New York City Ballet), Vito Mazzeo (Balletto Nazionale Olandese), Alessandro Macario (Teatro San Carlo di Napoli) e Alessio Rezza (Teatro dell’Opera di Roma). Con il corpo di ballo e i solisti della Daniele Cipriani Entertainment. Si tratta di una produzione su grande scala, paragonabile per dimensioni e qualità solo a quelle dei più importanti teatri lirici: in scena ben 40 artisti (37 ballerini, 2 artisti del teatro d’ombre e un trampoliere); dietro le quinte una quindicina di persone, tra maîtres, staff tecnico, sarte ecc. Uno spiegamento di talenti che fa di questo Schiaccianoci è uno degli eventi principali della stagione.

 

 

Lo spettacolo viene ripreso in occasione del decimo anniversario della scomparsa di Emanuele Luzzati e del bicentenario della pubblicazione della novella di E.T.A. Hoffmann dalla quale prende spunto la trama del balletto. Del racconto di Hoffmann, Amodio recupera le ombre che nel contrasto con le tinte vivaci e brillanti della tavolozza di Luzzati, rendono ancor più tangibile e magico il confine labile tra realtà e fantasia.

 

A definire l’originalità e l’unicità di questa versione dello Schiaccianoci ha sicuramente contribuito proprio la scelta di Amodio di rifarsi al racconto di E.T.A. Hoffmann abbandonando la consuetudine iniziata con Marius Petipa di ispirarsi al ben più edulcorato adattamento della novella di Alexandre Dumas che vi sparse zucchero e scintillii in abbondanza arrivando  a cambiare il nome della protagonista che dal popolare Marie verrà ribattezzata con il più rassicurante Clara.

 

Il debutto dello Schiaccianoci di Amedeo Amodio è datato 1989, prodotto da AterBalletto. Si impone all’attenzione dei più importanti teatri europei per la sua indiscutibile bellezza ma anche per lo spessore della  rivisitazione in chiave psicologica che lascia intatto, anzi esalta,  l’elemento fiabesco concentrandosi sulla potenza dell’immaginazione infantile: Lo Schiaccianoci del titolo non è qui il prodotto di un sortilegio, ma nasce dalla fantasia della bambina che parla con i suoi giocattoli. Nel mondo magico dell'immaginazione uno schiaccianoci può essere un principe e un'ombra sulla parete può diventare un drago.

 

Ho voluto rimanere il più possibile fedele al racconto originale di Hoffmann: la realtà vista con gli occhi di una bambina, Clara, che conserva il senso della ‘realtà magica’, il fantastico presente nella realtà quotidiana dove i confini tra il mondo dell’immaginario e la realtà di tutti i giorni sono così attenuati che, a volte, non sappiamo quale sia più vero e più concreto. Il padrino Drosselmeier è artefice: inventa le ombre, muove giocattoli dando così vita ai sogni, alle paure, ai desideri di Clara. Ma è anche il difensore del mondo dell’immaginario che troppo spesso gli adulti cercano di annientare. Clara osserva gli adulti con occhio divertito, fissando i particolari come una curiosa cinepresa; gli invitati assumono aspetti grotteschi, si muovono con gesti esagerati, a volte come giocattoli arrugginiti. Mentre un semplice schiaccianoci prende vita e l’accompagna in un viaggio fantastico che l’allontana dal mondo quotidiano. Dal sogno rientra nella realtà e ancora al sogno, la realtà ‘magica’ continua. (Amedeo Amodio)

 

Lo Schiaccianoci di Amodio/Luzzati - sottile, sorprendente e intriso di magia - si rivolge a grandi e piccini e s'inserisce nell'ambito dell'impegno personale di Daniele Cipriani di recuperare il repertorio italiano del balletto della seconda metà del '900. Questa produzione ne è una delle colonne portanti, esempio delle vette artistiche toccate quando alla robustezza del pensiero tedesco e alla potenza dell’anima russa che impregna la partitura di Cajkovskij, si uniscono l'estro e la fantasia italiani: non solo per le coreografie, le scene e i costumi di Emanuele Luzzati  ma anche per il “teatro delle ombre” della Compagnia Asina sull'Isola e gli inserti musicali di Giuseppe Calì che sostengono quell’odore sulfureo che, ogni tanto, s'insinua tra le note di Cajkovskij.

 

Sono felice quando i sogni diventano realtà. Non sopportavo l'idea che un allestimento importante come Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio/Emanuele Luzzati, fosse da anni nei depositi di Aterballetto, destinato a perdersi: ho avuto il coraggio di acquistarlo, insieme ad altri allestimenti importanti tra cui la Coppélia di Amodio/Luzzati /Spinatelli, e li ho fatti ristrutturare e rivivere. Sono lavori che fanno parte della storia del balletto italiano (Daniele Cipriani).



NOTE

 

Daniele Cipriani Entertainment è riconosciuta dal Ministero Dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 

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