TEATRO ARCIMBOLDI
La stagione
Danza 

Angelin Preljocaj- Ballet Preljocaj Suivront Mille ans De Calme



Una vena poetica e impressionista percorre questa bellissima coreograa di Preljocaj ispirata alla lettura assidua ma non ragionata dell’Apocalisse. Fonte feconda d’ispirazione, la parola stessa « Apocalisse » che evoca l’idea di svelare elementi presenti nella nostra realtà ma sottratti ai nostri sguardi. Non aspettatevi, dunque, il racconto di catastro e morte: qui la danza, arte dell’indicibile per eccellenza, avrà soprattutto il compito di svelare paure e speranze nascoste.

PROGRAMMA

Suivront mille ans de calme (2010)

Durata 1h40’ senza intervallo

 

Dietro ogni creazione c’è un gioco di tracce, una sorta di rebus che si risolve interrogandosi su ciò che ogni singola parte apporta al tutto. 

Subodh Gupta, l’artista plastico indiano che ha realizzato la scenografia, è affascinato dagli oggetti che forgiano l’identità culturale. Gioca con gli utensili indiani trasformandoli in qualcosa di diverso dal loro uso originale per evocare l’ambivalenza del sentimento di appartenenza che suscitano. In altre parole, trasforma gli oggetti usuali in oggetti culto. Quanto a Laurent Garnier che si è occupato della musica, è una dei rappresentanti  più eminenti di questa musica techno che ha ridato al concerto l’apparenza di una trance, come un rituale moderno, una cerimonia d’avanguardia dalle origini arcaiche. Igor Chapurin, astro nascente della moda russa, ha curato i costumi.  Anche se lavora già con il Bol’šoj, le sue collezioni più recenti rimandano alle ninfe, a dee dalla carnagione chiara striata da lampi metallici grigi, a dei drappeggi di clamide scolpite come delle moderne cariatidi. In questa collaborazione tra talenti c’è uno strano profumo di moderno rituale, un modo comune di immergere l’epoca attuale nelle acque antiche delle credenze collettive. Posizioni che non sono del tutto estranee a Angelin Preljocaj; basta ricordare A nos héros (1986) nel quale si faceva beffe della gestualità dei pugni e della fede nella mitologia politica. Hallali Romée (1987) aveva mostrato la pulzella d’Orléans in modo ironico come un’eroina non molto ortodossa. Possiamo anche evocare la figura altamente ambigua di Annonciation (1995), vedere l’atmosfera non priva d’ironia da parte di Stockhausen con Sonntags Abschied e che il coreografo ha affrontato per Eldorado (2007) come un rituale divino privato … Allora, quando Angelin Preljocaj dice di volersi interessare con questa coreografia all’apocalisse, dovremmo forse ricordare che la parola (da « apo », separazione e « kalyptein », nascosto) significa semplicemente « svelare ». Questa creazione sembra voler svelare ciò che si nasconde sotto i nostri rituali contemporanei.

Suivront mille ans de calme è percorso da una  vena poetica e impressionista ed è un lavoro conseguente alla lettura assidua ma non ragionata dell’Apocalisse. Non bisogna quindi cercarvi immagini o stereotipi direttamente legati al famoso testo di San Giovanni. Fonte feconda d’ispirazione, la parola stessa Apocalisse che evoca l’idea di rivelare, di svelare o di mettere in evidenza elementi presenti nella nostra realtà ma sottratti ai nostri sguardi. Il balletto vuole cioè evocare ciò che risiede nelle pieghe delle nostre esistenze piuttosto che profetizzare catastrofi, irrimediabili distruzioni o l’imminenza della fine dei tempi. La danza, arte dell’indicibile per eccellenza, sottolinea implacabilmente l’entropia delle molecole che è nelle nostre carni e che annuncia l’Apocalisse dei corpi. Stigmatizza i nostri rituali e rivela l’incongruità delle nostre posizioni d’ordine sociale, religioso e pagano. Suivront mille ans de calme cerca di sfiorare questa deriva cieca di corpi, sballottati da ideali e da credenze un po’ perdute tra le righe dell’Apocalisse.

Angelin Preljocaj

Angelin Preljocaj, coreografo

Nato in Francia nel 1957 da genitori albanesi, Angelin Preljocaj inizia a studiare danza classica prima di dedicarsi alla danza contemporanea con Karin Waehner. Nel 1980 si trasferisce a New York per lavorare con Zena Rommett e Merce Cunningham; poi continua i suoi studi in Francia con la coreografa americana Viola Farber e con il francese Quentin Rouillier. Successivamente, lavora con Dominique Bagouet prima di creare una sua propria compagnia nel dicembre 1984. Da allora, ha creato 45 coreografie, dall’assolo ai balletti a compagnia intera. Collabora regolarmente con altri artisti, tra i quali Enki Bilal (Romeo e Giulietta, 1990), Goran Vejvoda (Paysage après la bataille, 1997), Air (Near Life Experience, 2003), Granular Synthesis (« N », 2004), Fabrice Hyber (Les 4 saisons…, 2005), Karlheinz Stockhausen (Eldorado - Sonntags Abschied, 2007), Jean Paul Gaultier (Biancaneve, 2008), Constance Guisset (Le funambule, 2009), Claude Lévêque (Siddharta, 2010)… Le sue creazioni sono inserite nel repertorio di diverse compagnie che a loro volta gli commissionano nuove coreografie; è il caso del Teatro alla Scala di Milano, del New York City Ballet e del Ballet de l’Opéra national de Paris. Ha realizzato alcuni corto-metraggi (Le postier, Idées noires nel 1991) e diversi film, quali Un trait d’union e Annonciation (1992 e 2003) per i quali è stato insignito anche del « Grand Prix du Film d'Art » nel 2003, del « Premier prix Vidéo-danse » nel 1992 e del premio del Festival del Video di Praga nel 1993. Ha anche collaborato alla versione cinematografica delle sue coreografie: Les Raboteurs con Cyril Collard dall’opera di Gustave Caillebotte nel 1988, Pavillon Noir con Pierre Coulibeuf nel 2006, Eldorado / Preljocaj con Olivier Assayas nel 2007 e Biancaneve nel 2009. Diverse opere sono state scritte sulla sua attività artistica, quali Angelin Preljocaj nel 2003, Pavillon Noir nel 2006 e Angelin Preljocaj,Topologie de l’invisible nel 2008. Nel corso della sua carriera è stato insignito di numerosi riconoscimenti tra i quali il « Grand Prix National de la danse » conferito dal Ministero della Cultura nel 1992, il « Benois de la danse » per Le Parc nel 1995, il « Bessie Award » per Annonciation nel 1997, « Les Victoires de la musique » per Romeo e Giulietta nel 1997, il « Globe de Cristal » per Biancaneve nel 2009. E’ Ufficiale delle Arti e delle Lettere, Cavaliere della Legion d’Onore ed è stato nominato Ufficiale dell’Ordine al Merito nel maggio 2006. Composto oggi da 26 ballerini stabili, il Ballet Preljocaj risiede dall’ottobre 2006 al Pavillon Noir di Aix-en-Provence, un luogo interamente dedicato alla danza di cui Angelin Preljocaj è il direttore artistico.


Laurant Garnier, compositore

Nato nella periferia parigina nel 1966, Laurent Garnier è molto affascinato dal mondo della notte ma, seguendo il consiglio dei suoi genitori, si orienta verso un istituto alberghiero. Due anni dopo, assunto come cameriere all’Ambasciata di Francia a Londra, torna a dedicarsi al suo primo amore. Si trasferisce a Manchester e diventa il DJ del mitico club notturno Hacienda. Poi, esporta il suo talento in Europa, in Australia, negli Stati Uniti e in Giappone. Dal 1991 si lancia nella produzione di mini-album di musica techno e house. È un successo sia in Francia che all’estero. Oltre a tali produzioni, remixa i successi di artisti famosi come Moby o Jean-Michel Jarre. Il suo primo album Shot in the Dark esce nel 1994. Segue nel 1997 un secondo album sobriamente intitolato 30 che gli vale, l’anno dopo, il premio Victoire de la Musique. In questo stesso anno, Laurent Garnier diventa il primo DJ a far entrare la musica techno all’Olympia. Laurent Garnier incatena gli album registrati in studio, dal vivo e le tournée in tutto il mondo a un ritmo frenetico. Coloured City esce nel 1998 seguito da The Sound of the Big Babou nel 1999, da Unreasonable Behaviour o ancora da A bout de souffle EP e As A French Connection nel 2002. Dopo più di un anno a capo della programmazione di Radio Nova, Laurent Garnier lancia PBB, Pedro’s Broadcasting Basement, la sua prima radio in rete e It is what it is, la sua trasmissione settimanale su diverse radio europee che gli permette di condividere i tesori della sua collezione di dischi. Nell’ottobre 2003 pubblica un libro scritto con David Brun–Lambert e intitolato Electrochoc sull’odissea techno dei suoi ultimi quindici anni. Poco dopo esce un cofanetto intitolato Excess Luggage che riunisce tre DJ set presentati al festival elettronico del Sonar a Barcellona, a Detroit – città dei padri fondatori della techno, e a Parigi. Contemporaneamente firma un cine-mix con le immagini d’archivio della Fondazione Albert Khan. Compone anche la musica originale di diversi corto-metraggi, di un film dedicato agli SDF e di un cartone animato. Nel 2004 Laurent Garnier inizia Music – Expect the unexpected, una tournée europea con Jeff Mills. The Cloud Making Machine, il suo ultimo album registrato in studio, esce in questo stesso anno e completa la varietà del suo universo. Nel 2006 conduce i Duos Ephémères per l’auditorium del Louvre, una programmazione-incontro tra musicisti elettronici e film degli inizi del XX secolo. Contemporaneamente, pubblica un best of Restrospective. Public Out Burst, composto da pezzi inediti creati in occasione degli incontri con vari musicisti, esce nel 2007. Poi l’inaspettata uscita, nel 2008, del maxi Back to my roots con l’etichetta tedesca Innervision ha messo a soqquadro i DJ sets per la sua modernità. Nel 2009 presenta l’album Tales of a kleptomaniac e parte in tournée con il suo gruppo. Laurent Garnier è sicuramente considerato come uno dei migliori DJ del mondo. Fa questo mestiere da più di 15 anni con l’inusuale intento battagliero di imporre la sua visione di « buona » musica. In questi ultimi anni ha lavorato con artisti molto diversi tra loro, quali il pianista jazz Bugge Wesseltoft, il cantante e musicista di Oud tunisino Dhafer Youssef, la coreografa Marie-Claude Pietragalla e Angelin Preljocaj in occasione dell’inaugurazione del Pavillon Noir a Aix-en-Provence nel 2006. Sempre alla ricerca di suoni nuovi, Laurent Garnier è ormai riconosciuto come un compositore e un musicista. Il suo eclettismo fa emergere una sensibilità e un universo personale sempre più lontano dalle tracce della danza.


Subodh Gupta, scenografo

Subodh Gupta è nato nel 1964 nello stato del Bihar, nel Nord dell’India. Nato in una famiglia modesta, cresce a Khagaul, un piccolo villaggio nel quale il rapporto con il mondo dell’arte si limita alle immagini sacre e ai passaggi occasionali di qualche compagnia teatrale.

Subodh Gupta diventa un artista un pò per caso su insistenza dei suoi insegnanti. Dal 1983 al 1988 inizia i suoi studi di pittura (Bachelor of Fine Arts) all’Istituto d’Arte di Patna, sua regione natale. A partire degli anni 90’ Subodh Gupta comincia a esplorare altre forme artistiche meno tradizionali, come la scultura, il video e la rappresentazione teatrale. Nel 1999 espone la sua prima installazione, 29 Mornings, alla Triennale di Fukuoka. Tale partecipazione segna il suo ingresso sulla scena artistica contemporanea internazionale. Nel 2000 i commissari Nicolas Bourriaud e Bernard Marcadé lo invitano a partecipare alla collettiva «Négociations » allestita al C.R.A.C. de Sète, in Francia. In quello stesso anno viene invitato alla Biennale di Gwangju e nel 2002 partecipa all’esposizione inaugurale del Palais de Tokyo a Parigi. Very Hungry God, imponente natura morta realizzata con i suoi strumenti preferiti, gli utensili da cucina tradizionali indiani in acciaio, viene allestita in occasione dell’edizione 2006 della « Notte Bianca » a Parigi. Viene acquistata da François Pinault che l’allestisce, qualche mese dopo, davanti a Palazzo Grassi sul Canal Grande di Venezia. Sempre nel 2006 con God Hungry, grande tsunami di stoviglie indiane, Subodh Gupta firma un’installazione monumentale nella Chiesa di Santa Maria Maddalena a Lille. Nel 2010 viene acquistata dalla città di Lille e diventa quindi un’installazione permanente. Nel 2009 Subodh Gupta realizza Line of Control. L’opera, ancora più monumentale, viene esposta alla Tate Britain di Londra in occasione della Triennale. Gli utensili in acciaio vengono assemblati per prendere la forma di un gigantesco fungo atomico pesante diverse tonnellate. Subodh Gupta che si descrive volentieri come « un ladro d’idoli » è ampiamente considerato oggi come una delle figure più eminenti dell’arte contemporanea in India e a livello internazionale. Lontano dal kitsh di Bollywood, il suo lavoro, che trae ispirazione dal quotidiano e dagli oggetti che lo circondano, mette a confronto la tradizione con la modernità, lo spazio urbano con la ruralità. Richiama, a modo suo, anche i problemi legati alla migrazione in un contesto di globalizzazione. Oggi vive e lavora a Nuova Delhi.


Igor Chapurin, costumista

Igor Chapurin, 43 anni, ha iniziato la sua carriera nella moda fin dall’infanzia. Suo nonno ha creato le prime manifatture tessili russe; sua madre era a capo di una manifattura di cappelli e suo padre ha riorganizzato alcune sartorie. Nel 1992 Igor Chapurin vince un concorso per giovani creatori di moda a Parigi. Nel 1993 crea i costumi per i concorsi di Miss Europa, Miss Mondo e Miss Universo. Nel 1995 presenta la sua prima collezione « To Russia with Love » a Mosca. Tra il 1996 e il 1998 viene invitato dalla duchessa Irene Galitzine a lavorare sulla prima collezione della Maison Galitzine a Milano. Nel 1998 Igor Chapurin vince il premio « Style » conferito dallo Harper’s Bazaar Russia. I suoi modelli rappresentano la Russia in occasione del Bal de Paris: nasce il marchio « CHAPURIN ». E nasce anche la casa di moda e la prima boutique apre i battenti a Mosca. Come membro ufficiale dell’Associazione Russa di Alta Moda, Chapurin vince il primo premio, il « Golden Mannequin » nel 1999 e nel 2003.

Nel 1999 inizia la sua storia d’amore con il teatro. Crea i costumi di The Woe from Being Shrewd, celebre commedia con la regia di Oleg Menshikov, grande attore e regista russo. Il 14 aprile 2005 il balletto Les Présages viene presentato sul palcoscenico principale del Teatro Bol’šoj, un remake della produzione degli anni ‘30 del celebre Leonide Massine. L’intera produzione viene curata da Igor Chapurin. Nel settembre 2005 viene insignito del titolo di « Uomo dell’anno » da parte di GQ Russia e di « Miglior Stilista dell’anno ». Il 2 ottobre 2005 si svolge la prima sfilata prêt-à-porter a Parigi. Nel novembre 2005 crea le luci, i costumi e le scene di Go for Broke, balletto presentato al Bol’šoj e dedicato a Maya Plisetskaya in occasione del suo 80° anniversario. Nel dicembre 2005 Igor Chapurin lancia la sua linea di abbigliamento sci, CHAPURINRG. Nel luglio 2007 firma i costumi e le scene della coreografia intitolata Class-concert del leggendario Asaf Messerer messa in scena dal Bol’šoj a Mosca poi a Londra. Il 6 ottobre 2007 si svolge la quinta sfilata parigina di « CHAPURIN » della collezione primavera-estate 2008 intitolata « Russian Dreams ». Il 16 ottobre 2008 apre il bar CHAPURIN che diventa il locale più alla moda di Mosca. Il 6 marzo 2010 presenta la sua collezione celebrativa del 10° anniversario di attività durante la settimana della moda a Parigi. Nel marzo 2010 crea i costumi per lo spettacolo Die Fledermaus di Strauss al Bol’šoj. Nel settembre 2010 collabora con Angelin Preljocaj alla creazione dei costumi per Suivront mille ans de calme al Bol’šoj a Mosca.

 

Spettacolo creato inizialmente nell’ambito dell’Anno Francia-Russia 2010 Produzione Ballet Preljocaj e Teatro Bol’šoj Co-produzione Conseil Général du Rhône / Biennale de la danse de Lyon, Théâtre National de Chaillot (Parigi), Grand Théâtre de Luxembourg, The Amsterdam Music Theatre (Amsterdam, Paesi Bassi), Theater im Pfalzbau (Ludwigshafen, Germania), Spielzeit'Europa - Berliner Festspiele (Germania), Théâtre de Saint-Quentin-en-Yvelines, MC2: (Grenoble), Théâtre de Caen, Opéra Royal - Château de Versailles Spectacles Con il sostegno del Grand Théâtre de Provence, Aix-en-Provence.


Il Ballet Preljocaj, Centre Chorégraphique National, è sovvenzionato dal Ministero della Cultura e della Comunicazione – DRAC PACA, dalla Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur, dal Département des Bouchesdu-Rhône, dalla Communauté du Pays d’Aix e dalla città di Aix-en-Provence. Beneficia del sostegno del Groupe Partouche - Casino Municipal d’Aix-Thermal per lo sviluppo dei suoi progetti e di CULTURESFRANCE – Ministero degli Esteri per alcune delle sue tournée all’estero.



NOTE

Prima rappresentazione: 14 settembre 2010 al Teatro Bol’šoj a Mosca

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